venerdì 6 aprile 2012

Il vento delle verità






Ognuno di noi conserva il ricordo di come l'ha scoperto. Abbiamo tutti il nostro personalissimo episodio da raccontare. Il nostro pass d'accesso alle nuove regole.
Io non sono mai stato molto sveglio. La mattina del 22 dicembre non mi ricordavo nemmeno che dovesse succedere qualcosa. Un po' è anche dovuto alla mia diffidenza fisiologica verso tutto ciò che non è certo, lo ammetto.
Quando suonò il telefono dormivo ancora. Mi svegliai con un feroce malditesta e risposi sbadigliando e maledicendo mentalmente l'alcool ingurgitato smoderatamente la sera prima:

- pronto?
- ciao magneTICo
- ciao, yaaawwwnn!
- ...
- chi sei?
- sono tua madre
- ah ciao mamma non ti avevo riconosciuto. che vuoi?
- niente
- ...
- ero un po' preoccupata perchè oggi è il 22 dicembre
- ah già! allora? cos'è successo?
- boh. qui tutto come al solito. fuori sembra tutto uguale. anche a tuo padre sembra tutto normale
- visto? che ti dicevo? erano tutte stronzate
- meno male, mi ero preoccupata: con tutto quello che dicono in tv e nei giornali... beh meglio così. tu come stai?
- tutto bene mamma... tutto bene

Ed improvvisamente, proprio mentre stavo riappendendo, lo sentii. Pensai: strano, non me ne sono nemmeno accorto...
Ed è piuttosto subdolo se ci pensate... perché l'odore è proprio lo stesso che facevano le care vecchie scoregge tradizionali. Beh insomma... diciamo che è lo stesso odore che facevano il giorno dopo aver mangiato mezzo kg di fiorentina, annegandola con una bottiglia di chianti gallo nero. Però è comunque un odore che tutti riconoscono come proprio. Niente di completamente nuovo.
Poi l'ho detto, non sono mai stato così sveglio. Probabilmente non mi sarei reso conto della situazione nemmeno se avessero avuto l'odore di una pecora morta da tre giorni in una vasca di piscio. Ma così proprio...

Beh comunque mi affacciai anch'io alla finestra per cercare segni di qualche novità ed ovviamente non ne trovai. Tutto sembrava essere come sempre: poca gente in giro, complice anche la neve... il solito cane del vicino che abbaiava la sua solitudine e dava testate alla porta d'ingresso, le reliquie delle mie pianticelle, che avevo smesso di annaffiare da qualche mese. Tutto lì, a sbugiardare i complottisti, a deridere i catastrofisti o anche solo a rassicurare i probabilisti, come mia madre.
Consumai veloce i preliminari di quella giornata, destinata a diventare la prima giornata del nuovo mondo ed uscii.

Fuori si potevano già distinguere gli sguardi increduli di chi aveva capito, da quelli disgustati di chi invece non aveva capito niente. Io entrai in edicola per comprare un quotidiano. Per chi non si ricorda: l'edicola era quel posto dove si vendevano i giornali... quando ancora i giornali si vendevano, chiaramente. Dentro non c'era nessuno, nemmeno l'edicolante. C'era solo una disgustosa puzza di merda. Ma non la mia. C'era un'odore di un'intensità tale, che nessuno riusciva a resistere lì dentro per più di qualche secondo. Ricordo che scappai da quel posto, pensando: che schifo ragazzi... ma che diavolo era? uno scherzo?
Poi mi diressi dal macellaio: dovevo comprare la carne per il Natale. Perché ancora c'era il Natale... mamma mia che ricordi!
Il mio macellaio si chiamava Ferruccio e c'è ancora, sapete? Il suo slogan era: la carne più buona del pianeta.
Anche lì quando entrai avvertii un certo odore. Molto meno forte di prima, eppure c'era. La cliente prima di me era una signora sui 70. Ordinò le costoline, il capocollo, poi chiese:
- è buona 'stavolta la salsiccia?
e Ferruccio rispose:
- buona? è freschissima: è la più buona del pianeta!
Ed una nuova vampata di merda saturò l'ambiente. Rimanemmo tutti spettinati da tanto vigore, a parte un paio di clienti più svegli che uscirono immediatamente dalla macelleria.

Io lo scoprii così.
Ne è passato di tempo da allora. L'uomo ha cambiato radicalmente ogni cosa. All'inizio, soprattutto da noi occidentali, fu vista come una disgrazia piovutaci per volontà divina. Un modo per farci espiare le colpe. Ricordo ancora i tentativi per mantenere intatto il comportamento. Quelli di far passare come 'moda' quelle buffe mollette da mettere nel naso, per esempio. O quelli di dire che presto o tardi ci saremmo abituati. Ma mai così corte sono state quelle gambe...
Sto dicendo che quando capimmo che le bugie consapevoli puzzavano di merda fin dove erano udite, lette, o comunque recepite, cercammo modi per continuare a mentire indisturbati. Voi capite il paradosso? La prima scusa a cui ogni persona si affidò, fu quella di ammettere di aver fatto una scoreggia, piuttosto che ammettere di aver mentito. Questo perché non era ancora chiaro che non sarebbero più esistite le scoregge tradizionali. L'unico grande problema era che anche quella era una bugia e pertanto aveva anch'essa un certo odore. E questo dava il via ad un circolo vizioso e fetido che allontanava immediatamente tutti i presenti. Non si poteva nemmeno dare la colpa ad altri, come facevano alcuni, altrimenti ci si sarebbe inequivocabilmente autoaccusati.

No, davvero: i primi giorni furono panico puro. Non si poteva accendere nessun televisore, non si poteva leggere nessun giornale, pena: si veniva colti nell'intimo dalla pestilenza. Ogni domanda poteva in teoria essere seguita da quello che fu battezzato come "il vento delle verità", pertanto si centellinavano come il pane in tempo di guerra.
Le istituzioni cominciarono a cadere: per prima la politica. Non esisteva allora un modo per essere politici ed onesti contemporaneamente. Questo si tradusse in un abbandono generale non solo dei politici, ma anche di tutte le argomentazioni legate all'ideologia, che in quanto tali, inglobavano bugie alle quali incoscientemente ci eravamo assuefatti.
Inoltre senza il potere mediatico, senza le conferenze stampa alle quali dovettero presto rinunciare per l'espansione vertiginosa che il vento delle verità assumeva in questo modo, la politica perse di interesse istantaneamente. Ma subito dopo abbandonammo anche le chiese. L'odore che fuoriusciva da quei luoghi avrebbe fatto vomitare anche una mosca. Molti professori divennero improvvisamente inabili all'insegnamento, le forze dell'ordine non furono più necessarie, tantomeno avvocati e giudici. Per sapere il colpevole, ma anche solo l'intenzione di commettere il reato, bastava semplicemente domandare.
Molte famiglie si sgretolarono, molte amicizie furono improvvisamente interrotte e dovemmo rinunciare a tante altre cose, come l'ipocrisia o l'ironia, ma in fondo erano tutti grossi contenitori di bugie. E guardandolo oggi, il senso della parola 'stronzata', è molto più vicino all'effettivo significato: oggi che non esiste più il concetto di bugia, oggi che la verità è una locuzione lapalissiana.

Io non vi so dire se questa sia stata una miglioria della nostra condizione. Non so se la vita fosse più semplice allora, né se oggi si possa parlare finalmente di giustizia. Sincermente non credo che sia una cosa importante. E' semplicemente un dato di fatto che nessuno mette più in discussione. Forse progredire significa anche rinunciare certe volte. Una cosa è certa: nonostante tutto, ogni tanto, seppur sempre più di rado, qualcuno ci casca ancora. A qualcuno scappano ancora certi racconti puzzolenti, o certe risposte a domande indagatrici, che svuotano la stanza.

Ed il mio macellaio, che un tempo avrei chiamato 'di fiducia', è sempre Ferruccio. E tanti altri ci vanno ancora, anche se adesso il suo slogan è cambiato. Ora è: la carne più buona dell'isolato.



18 commenti:

  1. XD secondo me questo sarebbe il più utopico dei mondi, che poi chi vive in campagna in fondo te lo potrà confermare che ci si abitua a convivere con l'odore della merda di vacca.

    bel racconto

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  2. Il fatto è che la merda di vacca è genuina, non risulta che le vacche contino balle o dicano bugie.
    La nostra puzza (o puzzo, prima che le femministe insorgano) è diventata venefica, tanto che una fine così come prevista (nel racconto prevista 'dopo') non è da escludere che possa avvenire. Qualunque balla (o palla, per i puristi), a forza di essere gonfiata, è destinata all'esplosione. La Terra è ormai una balla unica, gonfiata a dismisura, la 'verità' è proprio scomparsa, anche dai vocabolari.
    La fine definitiva sarà quando dal fetore si arriverà al... sodo.
    Un mare di merda di sotterrerà, altro che la risata di zelighiana memoria.
    Aspettando l'evento, fatti una buona Pasqua. Ciao.

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  3. grazie gattonero.
    buona pasqua anche a te.

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    1. vuoi forse credere che non si inventeranno un filtro culare alla lavanda?

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    2. ma puzzano le bugie, non il culo...

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    3. ah giusto... però era una splendida idea! :D

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  4. La puzza è tale che ormai non la sentiamo più. Questo è il problema.

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  5. Veramente è 'essere o non essere' mi pare...
    =)

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  6. Cazzo, ma lo sai che nelle ultime settimane sto scoreggiando più del solito? Sarà un segno?

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  7. Interessante questo scenario, come dire...arioso, che lei descrive. Quindi la pestilenziale fragranza si è poi diradata? Ne vorrei esser certo, tutto qui.

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  8. No. E' rimasta a testimonianza della nostra incapacità di non mentire. Ma soprattutto a testimonianza che anche la verità non cambia le cose.

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  9. Quindi anche Enrico Ghezzi puzza, capisco.

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  10. Solo per un giorno. Solo per un giorno vivere così... Uno spasso!

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